L’ennesimo scarno comunicato del C.a.s.m.s. ci informa che i tifosi ospiti residenti nella provincia di Genova , privi della tessera del tifoso, non potranno accedere allo stadio Manuzzi per assistere alla gara in programma domenica prossima.
Questo inaccettabile abuso si materializza al giovedì, ossia quando la maggior parte dei tifosi “non tesserati” aveva già provveduto a procurarsi il biglietto per la partita.
Una volta di più l’uso immotivato e strumentale delle cosiddette “ ragioni d’ordine pubblico” contribuisce a perpetrare la violazione dei diritti essenziali del cittadino e nello specifico dei tifosi che, LIBERAMENTE, hanno deciso di non sottostare alle ricche false promesse del programma denominato “tessera del tifoso”.
Lo stesso nostro destino ha riguardato altre sette gare e di conseguenza altre sette tifoserie truffate da chi ha deciso di raggiungere il proprio $copo.
Appare necessario ricordare che la deroga ai diritti di un cittadino in forza di ragioni di ordine pubblico costituisce provvedimento eccezionale, il quale deve essere giustificato da fatti di reale e provata gravità. Posto questo vorremmo sapere quali motivi di eccezionale gravità possono essere stati rilevati in una partita come Cesena Sampdoria. Quali addebiti possono essere ascritti ad una tifoseria che da tanto tempo porta avanti la propria lotta senza mai uscire dall’alveo della legalità?
Dott. Maroni, come giustifica una così sproporzionata penalizzazione nei confronti di tifosi che sono andati a Torino, a Bologna e a Milano senza neanche darle la soddisfazione di potersi esibire nella solita patetica paternale contro gli Ultras? Le brucia vero Signor Ministro che, anche senza tessera, i tifosi non fidelizzati continuano ad andare allo stadio a modo loro e senza abbassarsi ai suoi ricatti?
Se all’Osservatorio non è chiaro, dietro alla preparazione di una trasferta c’è il lavoro di tanta gente che si occupa di raccogliere le adesioni, di prenotare i pullman e di fare in modo che tutto vada per il meglio, di conseguenza comunicare al giovedì il divieto di una trasferta, peraltro immotivato, costituisce un insulto alle persone che si occupano dell’organizzazione.
Un capitolo a parte merita l’atteggiamento dell’U.C. Sampdoria che da tempo consente che i propri tifosi subiscano abusi insostenibili senza dare un segno tangibile del proprio dissenso. Per quanto apprezzabile, il comunicato firmato dal Dott. Gasparin che ci loda e critica il divieto per la partita di Cesena, ci sembra una soluzione fin troppo blanda rispetto al torto subito.
Siamo consapevoli del fatto che almeno questa volta la società abbia preso, seppur troppo pacatamente, una posizione, ma le risposte che chiediamo e che avremmo voluto in passato sono altre.
Sarebbe stato opportuno che la società avesse fatto sentire la propria voce nelle sedi debite dopo i due divieti ai non residenti in Liguria, stabiliti nelle partite casalinghe con Lazio e Napoli, avrebbe protestato veementemente contro il vero e proprio furto subito da chi a Milano, in possesso di un biglietto pagato a prezzo pieno per un settore non popolare, si è visto mandare nel settore ospiti, di norma riservato ai tifosi tesserati.
Una società che rispetti i propri tifosi si impegna a tutelarli senza preoccuparsi di pestare i piedi ai potenti di turno.
Questa volta ci aspettiamo risposte più dure, civili sicuramente, ma senza compromessi.
Almeno questo la società ce lo deve.
Tornando al tema della repressione ci sembra utile analizzare alcune questioni.
Per quanto tempo ancora dovremo ascoltare il Ministro dell’Interno sciorinare dati falsi sul successo della sua amata tessera? Per quanto ancora dovremo urlare al mondo l’innegabile fallimento del piano di fidelizzazione palesato dal calo degli abbonamenti e degli ingressi allo stadio? Ci chiediamo e chiediamo a tutti i tifosi: se la tessera del tifoso è stato un successo come il Dott. Maroni va dicendo da tempo, perché continuano a vietare l’ingresso allo stadio ai tifosi ospiti in tantissime partite dei campionati professionistici?
Perché ci si accanisce contro le tifoserie che, pur non tesserate, continuano ad andare allo stadio esercitando il proprio diritto di acquistare i biglietti posti in libera vendita?
La verità è che state cercando di rastrellare qualche tesserina in più, soffocando i tifosi che dissentono e cercando di porli con le spalle al muro.
Di fronte a tutte le vostre presenti, passate e future sporche iniziative, cari mercanti di tessere, sappiate che non ci vedrete mai proni e con la coda tra le gambe…
Il nostro civile dissenso vi perseguiterà!
FIERI FOSSATO 1999
Non saprei esprimermi meglio...ottimo comunicato. Civile e pacato. Bravi
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